Considero questo libro un vero e proprio percorso creativo, una guida pratica per ritrovare l’artista che è in noi

Un libro indicato soprattutto per coloro i quali si sentano bloccati nella loro arte, o semplicemente, per coloro che desiderano ritrovare la propria creatività.

Con la lettura di questo libro potrai riscoprire le tue passioni per una vita più appagata, sia dal punto di vista artistico sia dal punto di vista personale. 

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Com’è strutturato il libro?

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Il percorso di riscoperta e crescita proposto dall’autrice è suddiviso in 12 settimane

In ciascuna settimana viene affrontata una tematica ben precisa volta da una parte a smontare quelli che sono gli stereotipi comuni sull’essere artisti.

Dall’altra parte quella di fornire nuovi punti di vista, e di riflessione, per portare il lettore/lettrice ad una rielaborazione dell’informazioni per il raggiungimento di un io creativo più consapevole

Un libro che va letto consapevolmente e adeguatamente. Non è un romanzo da leggere e basta, ma un percorso che per trovare la sua efficacia ha bisogno di essere messo in pratica. 

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I tre concetti chiave che più mi sono rimasti dalla lettura del libro

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  • L’importanza della tenuta del proprio diario

Secondo l’autrice scrivere ogni giorno, ogni nostro pensiero, rappresenta uno strumento di drenaggio mentale – di flusso creativo – di presa di consapevolezza.

Scrivere senza filtri, a ruota libera, ci consente di parlare con il nostro io interiore il quale, sul lungo termine, ci fornirà – inconsciamente – le risposte di cui necessitiamo. 

  • L’importanza del nutrimento mentale.

La creatività non è altro che la capacità, l’abilità, di rielaborare le informazioni in nostro possesso proponendo alternative nuove e quindi non scontate.

Se non siamo a conoscenza di sufficienti informazioni – viste nel senso più ampio – come, ad esempio:

– sensazioni visive

– olfattive

– tattili

– uditive e quant’altro;

non avremmo mai sufficienti elementi da combinare tra loro.

Pensiamo alla nostra mente come un contenitore. Più inseriamo all’interno del contenitore elementi ed informazioni, più avremmo strumenti da poter utilizzare per realizzare una nostra costruzione – rappresentazione.

Se il nostro vaso resterà vuoto, o comunque, povero di materiale, avremmo ben poco materiale su cui lavorare e pertanto la nostra creatività sarà povera d’intuito e di fascino.

  • L’importanza della propria identità

La capacità di ridisegnare i proprio confini, ambizioni e bisogni.

Avere fiducia nella propria creatività è il primo atto di coscienza che possiamo avere verso noi stessi.

La creatività è un’abilità da preservare da influenze negative che possono andare a contaminare il nostro equilibrio psicofisico e di riflesso la nostra capacità creativa. 

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Conclusioni

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Un libro intenso che richiede il giusto tempo di lettura, pratica e riflessione.

Tanti altri sono gli argomenti trattati dall’autrice come:

  • l’importanza di recuperare sicurezza verso se stessi ostacolando la tanto temuta sindrome dell’impostore;
  • l’importanza della concorrenza vista come opportunità di miglioramento e non come un ostacolo da abbattere. 

Sono curiosa di sapere se anche te hai letto questo libro e quali sono stati per te i punti chiavi, oppure, se ti ho fatto venire voglia di leggerlo e riscopriti.

Ti aspetto al prossimo articolo, grazie della tua attenzione e del tuo tempo.

Sania

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